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Coltiviamo i peperoncini piccanti

Quelli che mi conoscono sanno della mia passione per i peperoncini piccanti.

Il colpevole di questo è stato un collega, il quale 10 anni fà mi porto in ufficio una piantina di Trinidad Scorpion.

Coltivare il peperoncino, non è un impresa facile, è una pianta  molto delicata, soprattutto quando piccola.

Grazie ad un po’ di documentazione e qualche consiglio, con il passare degli anni abbiamo affinato questa tecnica.




Ecco: oggi pubblico questa guida passo passo se questa passione o curiosità hot vi sta prendendo.

Sterilizzazione
Immergete i semi per 5 minuti in un recipiente contenente una soluzione composta da 80% acqua e 20% candeggina, risciaquateli bene sfregandoli con le dita.
Questo procedimento non è indispensabile, ma è utile per eliminare eventuali batteri, funghi presenti sul seme che potrebbero intaccare la piantina.

Ammollo
Ammorbidite i semi immergendoli per 24 ore in un recipiente contenente una soluzione di acqua e sale.

Per ogni litro d’acqua occorrono 21 grammi di sale (comunque va bene anche solo acqua).
Di solito i semi appena messi in acqua tendono a galleggiare, trascorse le 24 ore scendono sul fondo del recipiente.
Questo procedimento è utile per ammorbidire il tegumento (la buccia del seme), attivando il processo di germinazione.




Terriccio
E’ preferibile utilizzate un terriccio con PH compreso tra 6 e 7, i peperoncini prediligono un terriccio lievemente acido. Se poi volete essere davvero professionali comprate un terriccio con aggiunta di perlite e/o pomice.

Preparazione semina
Riempite un bicchiere di carta, bucherellatelo sul fondo (4 o 5 buchi di 2 o 3 mm di diametro) completamente con del terriccio.
Bagnate per bene il terriccio con dell’acqua senza inzupparlo, preferibilmente utilizzando uno spruzzino.

Semina
Fate un buchetta nel terriccio profonda circa un centimetro e infilatevi dentro un seme, richiudete la buca e spruzzate un po’ d’acqua.
E’ preferibile mettere un solo seme per bicchierino, altrimenti le radici tendono ad intrecciarsi, rendendo difficile il trapianto futuro.
Ricoprite il bicchiere con della pellicola trasparente (la copertura serve per mantenere l’umidità nel terriccio) e ponete il bicchiere in un luogo con temperatura tra i 24 e i 29 gradi.
In questa fase non è necessario esporre il bicchiere alla luce, serve solo calore, esempio, vicino ad una finestra esposta al sole o sotto ad un termosifone.

Germinazione
Appena vedete spuntare la piantina dal terriccio (di solito occorrono 10/20 giorni, dipende molto dalla temperatura), togliete la pellicola trasparente e ponete il bicchiere alla luce.
Dal terreno vedrete spuntare prima il fusto e poi i cotiledoni (i cotiledoni sono le prime due “foglie” della piantina)
Non mettete la piantina all’aperto perchè morirebbe assiderata, inoltre finchè la piantina è nel bicchiere non occorre concimare.

Innaffiature
Innaffiate la piantina, preferibilmente con uno spruzzino, prima toccate la superficie del terriccio, se lo sentite umido non innaffiate.
Se la piantina sta soffrendo la sete ti avverte abbassando le foglie, la troppa acqua causa malattie funginee.

Trapianto
Quando la pianta ha 3-4 foglie vere (quindi esclusi i cotiledoni) è necessario trapiantare la piantina in un vaso.
Inumidite un po’ il terriccio ed estraete la piantina con tutto il pane di terra dal bicchiere, (potete aiutarvi tagliado il bicchiere facendo attenzione a non tagliare le radici).
Interrate la piantina nel nuovo vaso con tutto il pane di terra fino a ricoprire una parte del fusto lasciando le foglie fuori.

Innaffiare la piantina seguendo le regole già descritte.
Il trapianto può essere effettuato o nel vaso finale, dove intedete tenere la pianta per il resto della sua vita o in un vaso intermedio, 1- 2 litri.
La scelta dipende dal clima e dallo spazio, se il clima è buono, vada per il trapianto finale, altrimenti è meglio il trapianto intermedio.
Come vaso finale è consigliabile usare un vaso di 8/10 litri, se più piccoli le piante potrebbero soffrire troppo.




Nei vasi grandi le piante crescono di più, producono di più, tardando un po il tempo di produzione.

Concimazione
Quando si decide effettuare il trapianto (intermedio e/o finale) è consigliabile fornire alla pianta del concime.

E’ possibile utilizzare sia quello liquido che quello a lenta cessione (in questo caso è opportuno mischiarlo al terriccio nella fase di trapianto).
E’ importante che il concime contenga Azoto (simbolo chimico N) (preferibilmente Azoto nitrico e Azoto ammoniacale, sconsigliato Azoto ureico perchè è difficilmente assimilabile dalle piante), Fosforo (P) (di solito è riportato sull’etichetta Anidride fosforica) e Potassio (K) (riportato sull’etichetta Ossido di potassio).

Questo tipo di concimi sono detti concimi NPK (concatenazione dei simboli chimici dei tre elementi) e sono i più importanti.
Se nel Concime poi sono presenti anche questi elementi, Magnesio, Ferro, Manganese, Boro, Rame, Molibdeno, Zinco è meglio.
Rispettate le quantità e le modalità d’uso del concime riportate in etichetta, anzi  abbassate un pochino la quantità.

Le case produttrici tendono ad abbondare per vendere di più ma troppo concime rischia di bruciare le piante.

Note sulla crescita
Il peperoncino per crescere in maniera ottimale ha bisogno di temperature che vanno dai ai 15/18  ai 28/30 gradi.
Dalla semina al primo raccolto di solito trascorrono 4 mesi per i capsicum annuum (es.: peperone dolce e puparulilli verdi) e 5/6 mesi per i capsicum chinense (habanero, scorpion e carolina reaper)
I primi fiori spuntano dopo un paio di mesi per gli annuum, quasi circa 3 per i chinense.
Per maturare un peperoncini impiega circa un mese.

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