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Roccamonfina: Castagne e Tradizioni

di Silvia D’ Eboli

In questi giorni a Roccamonfina, in provincia di Caserta, si sta svolgendo “La Sagra della castagna e del fungo porcino”, una delle manifestazioni locali più attese dagli abitanti della zona, che attira ogni anno migliaia di visitatori. Venite con noi a conoscere questa località, una delle più belle ed incontaminate dell’entroterra campano, alla scoperta dei sapori e delle tradizioni della sua terra.
Situata sulla vetta di un cratere vulcanico spento, all’interno del “Parco Naturale Regionale Roccamonfina – Foce del Garigliano” a circa 630 m. sul livello del mare, Roccamonfina è ammantata da una fitta vegetazione boschiva e da ettari di castagneti, una delle più omogenee estensioni monoculturali in Italia.




In autunno, la terra si veste dei colori del fuoco, del sole pallido, delle bacche selvatiche e delle castagne. Sulle colline di Roccamonfina il tempo è scandito dal tonfo dei ricci dorati sul terreno, che si schiudono offrendo ogni anno alla terra ed ai suoi abitanti quintali di preziose castagne, tonde, levigate e lucenti, dal colore intenso, che racchiudono nel palmo di una mano l’intera economia del paese.

riccio_castagna
La Sagra della castagna, che celebra questo frutto dal gusto dolcissimo e dall’odore caldo e accogliente nell’aria fresca e pungente dei monti Lattani, è giunta alla sua quarantesima edizione.

A differenza degli anni passati, in cui la manifestazione si svolgeva esclusivamente la seconda domenica di ottobre, quest’anno un dettagliato programma ricco di mostre, escursioni, attrazioni e spettacoli di musica popolare ha interessato tutti i fine settimana del mese di ottobre e si concluderà il giorno 1 novembre.





Sugli stand di piazza Nicola Amore, la piazza principale del paese, che accoglie la manifestazione, le castagne sono presentate ai visitatori non solo sotto forma di comuni caldarroste, ma attraverso una infinita varietà di pietanze dolci e salate.

Per i più golosi, è offerto alla vista ed al palato un intero campionario di delizie. Dal tipico tronchetto di castagne, preparato con purea di castagne, cacao e liquore di castagne, ai marrons glacees, ricoperti di cioccolato bianco, fondente o al latte; dal torrone di castagne secche o di cioccolato e marrons glacees, alla sbriciolona con ricotta ai marroni; dal castagnaccio alle torte ed ai biscotti di castagne; dalle crepes alla marmellata di castagne al babà ai marroni.

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Esclusiva novità del 2016 sono le “vulcaniche sfogliatelle”, alle castagne, ai frutti di bosco e ai funghi porcini, dal sapore piacevolmente insolito.

Ad accompagnare le dolci specialità, liquori cremosi alla castagna e caffè alla castagna.
Ma la Sagra è anche altri sapori locali da gustare. Salumi e formaggi di capra o di pecora, serviti con timo dei boschi di Roccamonfina e con miele di castagno, taralli alle castagne, ai broccoletti e ai funghi porcini e tipici menù a base di funghi e castagne. Tra i piatti tradizionali, da assaporare nei ristoranti della zona, la più antica è la zuppa di fagioli, castagne e funghi, tramandata di generazione in generazione, nella quale il gusto dolce e deciso di questo frutto speciale emerge sorprendentemente.





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Tra i primi piatti locali si contendono, invece, il gustoso primato le tagliatelle ai funghi porcini e alle castagne, i tortiglioni con guanciale di maiale nero casertano ed il “cardo”, croccante timballo di tagliatelle alla besciamella avvolto in un corposo ragù. Tipico secondo piatto, accanto alla classica scaloppina ai funghi porcini, è lo stinco di maiale lardellato al forno con castagne. Ad accompagnare questi cibi un ottimo Aglianico locale, Porto di Mola, dal gusto gradevole e deciso.
Tra i bracieri in cui scoppiettano allegramente le castagne, il più suggestivo è sicuramente quello forgiato dalle mani di Fabio Di Pippo, giovane imprenditore, autore di numerose opere in legno e rame, alcune delle quali esposte accanto allo stand di famiglia per ricordare l’artista prematuramente scomparso.

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Il grande piatto pieno di caldarroste ondeggia a destra e a sinistra sul fuoco, con lo stesso ardore delle mani protese verso l’alto raffigurate in una delle sue opere. Immagini religiose e immagini della natura si mescolano, quasi a voler rendere omaggio alla ricchezza della terra ed alla sua generosità. Una delle opere più intense di Fabio Di Pippo si trova all’ingresso del quattrocentesco Santuario dei Lattani accanto ad un castagno secolare, a circa mille metri di altitudine, nel silenzio della sconfinata vista panoramica.

La Storia racconta che San Bernardino da Siena, richiamato dal flusso di fedeli che accorrevano numerosi a venerare la statua della Madonna del XII sec, ritrovata in una grotta adiacente alla cappella, infilò nel terreno il suo bastone di castagno e il giorno dopo lo trovò germogliato.

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Continuando a passeggiare tra gli stand in direzione della Chiesa di Santa Maria Maggiore che sovrasta i palazzi, sul lato sinistro della piazza, si può ammirare la raffinata ed elegante boutique di Angelo Fusco, noto chirurgo plastico, conosciuto anche per la produzione delle pregiate cravatte sette pieghe e non solo. Interamente in legno lavorato a mano, la boutique offre un panorama completo delle creazioni del dottor Fusco, che ha fatto delle sue doti artistiche una vera e propria attività commerciale che ha condotto Roccamonfina nei più esclusivi luoghi dello sviluppo economico e dell’alta moda, da Milano a Dubai.

Ma Roccamonfina è anche artigianato locale tra gli stand profumati di castagne ed acqua oligominerale che sgorga incontaminata e libera dalle svariate fonti presenti sul territorio. Di tanto in tanto, si vedono donne piegate a strofinare con fatica i panni sui lavatoi consumati dal tempo e dal sudore e bagnare nell’acqua fredda le mani stanche dei campi.

Si, perché a Roccamonfina il tempo è rotondo, come le castagne, come il cratere spento sul quale si erge, come il sentiero vulcanico che, tutto intorno, esplode di natura; rotondo come il movimento delle mani dei contadini che raccolgono i frutti della terra, come i cesti del raccolto di castagne, come la storia che si ripete e la tradizione che si tramanda.
Al tramonto, tra le voci della folla e la musica popolare, gli odori e gli aromi della terra e della pastorizia locale ed il profumo del pane cotto a legna si mescolano ai fumi delle caldarroste e delle salsicce arrostite e si confondono nella foschia umida della sera che scende avvolgendo i borghi e le architetture storiche della città.

Il sipario della notte cala dietro le luci della festa e nei boschi millenari che ospitano miti e leggende, i castagni spogli, con i rami protesi verso l’alto, attendono la gloria di un nuovo autunno.

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